martedì 14 gennaio 2020

La Banca della Memoria

Capitolo 1 - Durante lo Sbarco di Anzio eravamo sfollati

Quando mia nonna Nada mi raccontava, mente stavamo nella sua cucina a Roma, di se’, gli argomenti principali erano la Sicilia, perché ci era nata e la portava sempre nel cuore, e la guerra. Gli anni della guerra li aveva passati a Roma, dove era ormai già sposata e aveva già avuto i suoi due figli. Mio zio nel 1943 e mia madre nel 1944. Mi sono resa conto solo dopo tanto tempo che, essendo mia madre nata nel maggio del 1944, mia nonna l’ha portata in grembo quasi in coincidenza di quei nove mesi dell’occupazione tedesca a Roma. Se solo potessi fare un viaggio nel tempo e tornare in quella cucina, le chiederei dello Sbarco di Anzio e soprattutto di quel 4 giugno del 1944, giorno in cui gli Alleati che erano sbarcati appunto nelle coste di Nettuno e Anzio, riuscivano finalmente ad entrare a Roma per liberarla dall’occupazione tedesca.

Quando andavo a scuola la Seconda Guerra Mondiale per me era un capitolo di storia che mal digerivo, così come la storia in generale. All’università poi, l’esame di Storia Contemporanea era un esame obbligatorio che non vedevo l’ora di passare per togliermelo di mezzo. Il destino mi ha poi portato a prendere una strada che mai avrei immaginato. Collaborare con il Museo dello Sbarco di Anzio! A quel punto, con un bel po’ di anni e maturità in più, ho dovuto far tesoro di quelle nozioni di storia.  Mi ero trasferita da Roma ad Anzio già da dieci anni e avevo già avuto modo di conoscere personalmente gente non più giovane del luogo che aveva dei ricordi vivi dei giorni dello Sbarco ad Anzio e Nettuno. La cosa più sorprendente per me è stata realizzare che la popolazione del luogo all’alba del 22 gennaio del 1944, momento dello Sbarco, non stava in zona bensì era stata allontanata, sfollata, chi in Campania, chi in Calabria, chi anche in Sicilia. Quel periodo storico degli anni quaranta che mi sembrava così lontano quando ero giovane, all’improvviso mi si è talmente avvicinato che ho dovuto fare attenzione a non farmi travolgere. Negli occhi della Nonna Fernanda di mio marito, per esempio, ancora la rassegnazione di dover lasciare Nettuno con tutte le sue cose. “Abbiamo sotterrato le lenzuola alla Vigna”, questo per esempio raccontava, e in quel momento capivo quanto fosse importante per loro poter tornare e ritrovare quelle lenzuola.
Nell’ottobre del 2009 mi è capitato tra le mani un “Il venerdì di Repubblica”, la rivista allegata al noto quotidiano. In copertina il titolo di un articolo “I ragazzi del secolo scorso”, ha catturato subito la mia attenzione. Sottotitolo: “quattro giovani torinesi vogliono salvare la memoria del 900. Con una banca dati in rete. E interviste in video a chi è nato prima del ‘40”. Nell’articolo ho letto di come e quando hanno fatto queste interviste dalle quali hanno tratto anche un libro:  “Io mi ricordo” pubblicato da Einaudi. Veniva anche fatto riferimento ad un sito  (www.memoro.org)  nel quale poter trovare anche tante altre video-interviste dello stesso genere. Il fatto che una delle intervistatrici fosse laureata in Sociologia come me aveva già iniziato ad incuriosirmi , e appena ho potuto ho comprato il libro. Ai tempi dell’università avevo studiato quel poco di antropologia, ricerca sul campo e tecniche di intervista che servivano proprio a questo tipo di impegno nel sociale. Ho poi letto che chi avesse interessanti storie da raccontare poteva contattare questi ragazzi della “banca della memoria”, e io l’ho fatto, ho inviato una e-mail spiegando che lavoravo ad Anzio e conoscevo una persona “nata prima del ‘40” che forse sarebbe stata disponibile a farsi intervistare, Mario Battistini, classe 1924, che in quel momento era il custode del Museo dello Sbarco di Anzio ad Anzio (ci sta un Museo dello Sbarco anche a Nettuno). Grazie al progetto “Banca della Memoria” finanziato dall’ente Provincia di Roma proprio in quel periodo e grazie al Presidente del Museo Patrizio Colantuono che mi ha supportato in questa video-intervista e successivamente anche in tante altre, questa esperienza è stata possibile. La cosa più difficile non è fare la video-intervista, è guadagnare la fiducia dell’intervistato. L’intervista è on line, sul sito appunto www.memoro.org .   


Mario Battistini durante la video-intervista per la Banca della Memoria - 01/11/2009


Capitolo 2 - Le video-interviste

Tra il 2009 e il 2013 ci sono stati due progetti per la Banca della Memoria ai quali ho partecipato, uno finanziato dalla Provincia di Roma e uno dalla Regione Lazio, in tutti e due i casi era Nicola Zingaretti che promuoveva questa interessante iniziativa dedicata ai giovani. A questo progetto partecipavano alcune scuole, i ragazzi erano invitati a fare le video-interviste ai loro nonni o conoscenti nati prima del 1940. Prima però ci voleva qualcuno che insegnasse a questi ragazzi il "come" fare queste video-interviste. Per questo c'era Angela Cannizzaro (regista, giornalista e docente di regia). Angela ha anche un suo blog: www.lascatolachiara.it . Da Angela ho imparato molto, come fare le video-interviste sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista psicologico. In ogni scuola che partecipava al progetto c'erano tre giorni dedicati a questa cosa, e quando Angela è venuta ad Anzio io le ho fatto da assistente, perché ero stata contattata da lei proprio in virtù di quella e-mail inviata alla Banca della Memoria che quindi aveva fatto da tramite. Una volta le ho portato la mamma di una mia amica che si è prestata a farsi video-intervistare. E' stata per me una gran bella esperienza, e da allora in poi ho fatto alcune video-interviste per l'archivio del Museo dello Sbarco a persone anziane di Anzio e Nettuno. Alcune si trovano anche sul web sempre su www.memoro.org oppure su youtube in una sezione "bancadellamemoriaroma". E' tutto materiale che può essere prezioso anche nelle università o per tutti gli studi sull'argomento. Chi meglio di chi l'ha vissuta la storia, la può raccontare? Già mi vedo da anziana a raccontare gli anni ottanta a Roma a chi avrà la pazienza di ascoltarmi, di quando per esempio sfrecciavo con il motorino senza casco a diciassette anni sulla Via Nomentana per andare a scuola in centro, rivolgendo un pensiero ogni giorno a Rino Gaetano nel momento in cui passavo vicino a quell'albero con i fiori ben visibili. Sono ancora viva? Ebbene si. Tornando a noi, tra le iniziative della Provincia di Roma alla fine del 2011 c'è stata una mostra storica dal titolo "22 gennaio 1944. Lo sbarco" all'interno della terza edizione de "La Provincia della Meraviglie". La mostra si teneva a Roma al Vittoriano, e ci stava una stanza dedicata alla visione di video-interviste a persone della zona Anzio e Nettuno. Alcune di queste erano proprio le nostre, nello specifico io le avevo fatte e Angela le aveva montate e caricate sul sito di Memoro. Beh, è stata una bella soddisfazione, avrei voluto fare quel tipo di lavoro tutta la vita. 

Sul web il montaggio dei video si trova ancora al link 



oppure digitando: "mostra ottobre 2011 lo sbarco di anzio" su youtube - bancadellamemoriaroma -     










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